Compleanno alla varicella

Come ci aspettavamo la mattina del suo secondo compleanno Manuele si è svegliato coperto delle macchioline e papule della varicella. Leonardo l’aveva presa esattamente 15 giorni prima, per cui abbiamo fatto due conti e abbiamo accantonato ogni velleità di festeggiare in grande stile nella saletta condominiale. E bene abbiamo pensato, altrimenti avremmo dovuto chiamare tutti gli invitati e disinvitarli per evitare la diffusione epidemica del virus e smaltire la gran quantitá di cibo preparato per la festa, senza contare la delusione dei bimbi che alla parola festa cominciano generalmente a saltellare. Ma purtroppo così doveva essere.

Nonostante non siano stati segnati da festeggiamenti in grande, ma da un semplice pranzo+merenda con i nonni, dalla torta-farfalla e  dal cappellino da Totoro, il suo film preferito, fatto dalla mamma, il passaggio ai due anni sta diventando uno spartiacque fondamentale per la crescita del cucciolo piccolo, ora forse meno piccolo. Che peró per me poteva stare piccolo un altro po’, visto che è il secondo e il minore e il piccolo di casa e a mamma fa tanta tenerezza cosí, che sennó poi le viene voglia di uno che piccolo sia davvero, e invece questo piccolo brucia le tappe e diventa meno piccolo troppo in fretta. Chiaro no?

E invece Manuele ha deciso che due anni è un’etá che proprio non è il caso di continuarsi a sedere sul seggiolino alzasedia della fisher price nonostante il comodo vano sottostante in cui nascondere pezzi di cibo per i tempi cupi, ossia gli intervalli tra i pasti in cui nessuno di questi inflessibili adulti foraggia un eventuale appetito fuori orario ad un bimbo che vivrebbe spizzicando, e ha preteso di avere la tripp trapp “tome quela di Leo”. Tripptrapp su cui ormai siede un sederino immutandato e non piú pannolinato. La varicella, complice immaginario un infelice pannolino usa e getta messo in un momento di smarrimento della mamma, si è concentrata tutta in zona popó, con un fastidio enorme e prurito in zone delicatissime per il povero infetto e un episodio di precoce orgoglio virile che ora vi descrivo.

Mentre era sul fasciatoio senza pannolino e io facevo l’inventario delle pustole, situate tutte in zone fastidiosissime, lui esclama:

“Mamma, mi pude il pidello!”

“Manuele, è piccolo, devi dire pisellino.”

Manuele si rimira e poi, un po’ offeso, rettifica:

“No, è gande! Pidello!”

Per evitare di aggravare il fastidio abbiamo deciso di usare le mutandine del fratello e cosí cambiarlo non appena avesse fatto pipí e dintorni, e magari spingerlo un po’ di piú sull’uso del vasino, con cui giá aveva un po’ di confidenza. Tempo 3 giorni era spannolinato, e sto meditando di toglierglielo anche per la nanna, tanto la maggior parte delle volte è asciutto. E addio cosí alle lotte e ai pernacchi sul fasciatoio, ma anche ai cesti di pannolini e alle lavatrici, e cosí deve essere.

L’ultima tappa è il lettino da grande, anche questo “tome quelo di Leo”, che dovremo andare a prendere all’Ikea non appena avremo la possibilitá.  E chissá che questo non aiuti a risolvere la migrazione a metá notte nel lettone del piccolo di casa ora meno piccolo. O forse la faciliterá, e riuscirá a migrare senza svegliarci o almeno farci alzare. E io sinceramente non so cosa sperare, perché del mio orsetto glabro che ora non mi tira piú i capelli ma mi sta appiccicato tutta la notte sentirei la mancanza. Anche se cosí dovrebbe essere.

Pesciolini bevipipí e mangiacacca

Da circa un paio di mesi abbiamo spannolinato Leonardo. Visto che non dava proprio nessun segnale di dire spontaneamente addio al pannolino nel week-end di Pasqua l’abbiamo tolto tutte le volte che stava a  casa e pulito pipí, cacche e mutandine per 3 giorni senza che si manifestasse nessun segnale che il quasi treenne avesse capito nulla di quello che volevamo da lui. Non so dove avevo letto che per un bimbo lasciare andare i propri escrementi equivale a fare un dono, allora, in un momento di atroce creativitá, gli ho raccontato che se faceva la cacca e la pipí nel water, scaricando l’acqua sarebbe andata giú lontano fino al mare, dove c’erano i pesciolini mangiacacca e bevipipí che li aspettavano per nutrirsi. Questa storiella ha colpito la sua fantasia e non se l’è piú scordata, anche se non è che abbia di per sé dato risultati, almeno non immediati. E io, che mi ero fatta problemi persino a parlare di Babbo Natale con la mia fissazione di raccontare sempre la veritá ai miei figli, veritá spiegata e semplificata in modo che la possano capire ma sempre attinente con la realtá, dicevo, io, con queste mie idee, adesso mi sono trovata a dover inventare particolari ittici sulle abitudini dei bevipipí e mangiacacca.

Dopo questa partenza quasi fallimentare, lo spannolinamento è andato in realtá piuttosto bene. Siamo andati pianin pianino: prima il pannolino si toglieva solo a casa, e per la pipí ormai Leo avvisava sempre; per la cacca è stata un po’ piú dura ma è servito molto usare la tappa intermedia del vasino, visto che sembrava che sul riduttore facesse piú fatica, come se non liberarsene immediatamente ma farla “piú vicino” gli facilitasse il compito. Misteri della mente infantile, pare che facciano fatica a separarsene, almeno penso che fosse quello il motivo. Ma poi che tono di soddisfazione si percepiva quando, attivando lo scarico, ripeteva “Ora va dai pesciolini, cosí mangiano!”

A quel punto abbiamo avvertito le dade, che erano a dir la veritá pronte a fare metá del lavoro e si sono stupite di aver giá un bimbo spannolinato: Leonardo infatti era ormai autonomo e gli si poteva togliere il pannolino anche al nido. Nel mio terrore di essere smentita ho telefonato personalmente per raccontare della nuova specie marittima spuntata fuori da questa nuova tappa di crescita e le dade mi hanno assicurato la loro connivenza. Fortunatamente, perché pochi giorni dopo pare che Leonardo abbia reso partecipi anche loro del fatto di aver appena apparecchiato un banchetto per i suoi cari pesciolini nel waterino dell’asilo. È un bimbo molto responsabile, si è capito, il mio Leo, molto sensibile alle esigenze dell’ecosistema.

Adesso il percorso è quasi finito. Teniamo il pannolino per la notte, devo dire che usando i pannolini lavabili ce la possiamo prendere con calma, tanto non ne sprechiamo, ma probabilmente è solo pigrizia visto che c’è stato un solo incidente nell’ultimo mese e mezzo e solo perché non aveva fatto la pipí prima di andare a nanna (niente bevuta serale per i pesciolini, sorry). Direi che appena torneremo a casa nostra (siamo momentaneamente a casa della nonna per dei lavori che stanno facendo nel nostro appartamento) si eliminerá anche quello.

Certo è che con un bimbo piccolo ti passano parecchie fisime. Stamattina, dopo aver fatto la cacca mangiando un pan di stelle (ho provato a toglierglielo ma mi ha guardato con gli occhioni supplici dicendo “Ma io ho fame!”), è sceso tutto contento dal vasino, ha applaudito ed esclamato, guardando l’enorme quantitá di prodotto evacuato “Adesso i pesciolini faranno tanta colazione!!”

Direi che me la sono andata a cercare.

Autrice: Mamma