Preghiere della sera

Posted On agosto 27, 2012

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“E ti chiediamo di aiutarci a essere ogni giorno più buoni”

“Io vorrei aggiungere una cosa. Vorrei non fare dispetti e vorrei non scaccolarmi più, almeno di giorno.”

“Mi pare un’ottima iniziativa, chiediamo che ci aiuti anche in questo.”

“E poi ci sono i ladri. Vorrei che i ladri non rubino più.”

“E che quelli che non buttano le cose nella spazzatura ma per strada le lascino almeno vicino al cassonetto.”

“Ma chiediamo che le mettano proprio nel cassonetto, puntiamo alto. Te lo chiediamo, Gesù.”

“Io ho una ploposta pel Dio”

“Certo piccolo, fai la tua proposta a Dio.”

“Io plopongo che tutte le falfalle siano più buone.”

“Le farfalle?”

“Si. E anche le pelsone.”

“Ok, farfalle e persone.”

“E plopongo a Dio anche che la tella sia felma.”

“Vuoi fermare la terra?”

“Si, altlimenti cadiamo.”

“Domani ne parliamo meglio. Chiediamo che il suolo che calpestiamo sia stabile. Stabile va bene?”

Ronf.

8 Marzo

Posted On marzo 9, 2012

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“A cuola ho disegnato una mimosa pel te. Pelché è la fetta di tutti quelli che sono femmine. E anche di qualche macchio. Si, è la fetta delle femmine e anche dei macchi.”. Par condicio.

Pensami tanto intensamente

Posted On novembre 16, 2011

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“Mamma, pozziamo gualdale la tv mentle manjamo?”

“Beh, io direi di no, non ci vediamo tutto il giorno, almeno quando ceniamo ci parliamo un po’, non credi?”

“Ma io ti ho penzato tanto oggi… ma tanto tanto…”

Tattismo

Posted On novembre 11, 2011

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– Manuele, vuoi un caco?

– Tosa è un caco?

– Quello che sta mangiando la mamma.

– Allola voio un caco.

– Scusa, come hai detto?

– Voio un caco. Si manja con il tuttaino?

– Manuele, come si dice cucchiaio?

– Tuttaio.

– E candela?

– Tandela.

– E caco?

– Caco.

Nel tattismo di Manuele, “caco” fa eccezione.

Ostinato istrione

Posted On gennaio 27, 2011

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Lo chiamiamo Radio Gaga, Gassman, diavolo della Tasmania.

Si sveglia la mattina e comincia a cantare e a chiacchierare e non smette più fino a che non dorme e a volte anche quando il sonno l’ha praticamente vinto continua a far domande senza senso e a raccontarti la rava e la fava. Ha una voce grave, quasi non da bambino, ma non te ne accorgi perché tra zeppole e consonanti mancanti ti fa ridere e tenerezza appena apre bocca. Vuole essere lui a prendere le decisione, gratificandoti con un “E va bene…” appena smetti di insistere perché faccia una cosa qualsiasi, dall’andare al letto a venire a tavola. E’ un ottimo imitatore, in particolare quando lo sgridi, ti guarda sottecchi aggrottando le sopracciglia e alzando l’indice, al solo scopo di farti ridere e scamparsi la paternale. E in genere vince lui. E se davvero riesci ad impedirgli di fare qualcosa, ti insulta serio dicendo “Zei una salzizza!”. Canta, canta, canta. In genere le sigle dei cartoni animati anni ’80, che per lui sono solo tanzoni,con una particolare preferenza per Lobò d’azzaio e Daitandaitan. Se ha bisogno di qualcosa non la chiede, se la procura, spingendo la sedia tripp-trapp per tutta la casa e utilizzandola come scaletta per quasi treenni. E’ sempre indaffarato, anche se deve passare un’intera giornata in casa da solo gioca, finge, si traveste, completamente autonomo. Ah, e parla, l’ho già scritto?

Gode ad essere sporco, a fare pasticci con il cibo, a portare il disordine. Gli piace molto invece che gli si taglino le unghie, prendere le medicine e giocare con l’acqua. Le dade del nido l’hanno classificato “un po’ bastian contrario”, per la nonna ultimamente è il contessino scalzo, perché, al richiamo “mi toji lo potto?”, appena può si toglie i calzini per farsi togliere i pallini che questi creano tra le dita dei piedi.

E’ un mammone passionale, mi tira i capelli, cerca di salirmi addosso, mi abbraccia e mi butta giù, mi mette i piedi sulla pancia, e, se per caso il giorno mi ignora, la notte deve e vuole dormire con me. E magari farsi una chiacchierata. E’ forte. Non so come esercita quei piccoli muscoletti di cui era dotato appena nato ma riesce a sollevare il nostro tavolo senza grande fatica, e se per caso devi tenerlo fermo perché ha uno scatto di rabbia quasi non ci riesco. La maggior parte delle persone che lo vedono per la prima volta lo apostrofano con “Ma tu hai una faccia da birbante!” e lui risponde ridendo.

E’ arrivato per farmi capire che la genetica non è un’opinione. Questo secondogenito con cui ho applicato gli stessi metodi educativi che al mio primogenito principino è invece venuto fuori ribelle, buffone, testardo, bastian contrario, chiacchierone, attore e casinista. Io che ero la mammachenonurlava ho trovato qualcuno che la pazienza sa farmela perdere, che mi tiene testa. Tutti mi dicono che mi darà filo da torcere. Lo so, ha tutti i miei difetti. Molti dei quali a loro volta riconosco venire da mio padre che Manuele non ha mai conosciuto, il nonno te vola, come dice lui.

Rientro dopo le vacanze

Posted On gennaio 11, 2011

Filed under ansia da distacco, citazioni, Manuele

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“Io no vojo andale a tuola!”
“Sai, anche io non ho molta voglia di ricominciare a lavorare…”
“Povela mamma. Ze non vuoi andale a lavolare to io a tasa ton te a zocale. Tozì no tai zola.”
“Che pensiero toccante, cucciolo. Lo terrò presente.”

I risultati dell’educazione alla generosità (cfr. post precedente)

Certi tentativi educativi lasciano il segno. Passato Natale, l’attesa e l’indigestione dei giochi e dei regali, l’apertura forsennata e bulimica deve aver creato dipendenza perché ogni tanto Manuele fa il tentativo e spiega:

“Io zono povelo, tome il bimbo povelo. Tello te li abbiamo legalato i zochi. Gli alti bimbi adezzo mi legalano i loro zochi? Tuando allivano?”

Qualcosa forse non ha funzionato come doveva.

Generalizzazioni

Posted On dicembre 9, 2010

Filed under citazioni, Manuele

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“Mamma, mi fa male un talsino.”
“Come mai? Fammi vedere!”
“E’ l’undietta.”
“Hai ragione, piccolo, si è spezzata e incastrata nel calzino. Ora te la taglio così non ti da più fastidio.”
“Ante l’altro talsino.”
“Beh, adesso controlliamo, ma mi pare strano. Non è che se succede da una parte deve per forza succedere anche all’altro piede.”
“No, mamma, è zenelale.”
“Cioé? Che vuol dire che è generale?”
“Zenelale vuol dile tutto. Vuol dile l’undietta, il talsino, la luze, la luna, le papelelle, l’olsetto… tutto è zenelale, zenelale è tutto. Mamma, ante tu e io ziamo zenelale”
Signore e signori, avete assistito a “Il concetto di astrazione e il bambino di due anni”.

Insulti

Posted On novembre 10, 2010

Filed under citazioni, Leonardo, Manuele

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“Sei una zucca!!”

“No!”

“Si!”

“No! Non zono una tucca!”

“Si!”

“No!”

“Si! Sei una zucca e un cavolo!”

“E tu zei un blutto tattivone!”

“No, tu sei un blutto cattivone e uno schifone!”

“Tifone zei tu!”

“No!”

“Zi!”

“Allora tu sei un blutto! Un blutto e basta!”

“Non zono bluttoebata! Blutto e bata zei tu!”

“No!”

“Zi!”

“E allola vado via!”

“No, non zono vadovia. Tu zei vadovia!”

“No, vado via! Scappo!”

“No! Tu zei tappo!”

“E tu sei un noncapiscitore!!”

“Notapisitore zei tu!”

Quando i miei figli si insultano raramente li interrompo. Cerco solo che non mi vedano ridere, e prendo appunti.

Argomenti convincenti 2

“Allora, che film guardiamo stasera? Tocca a Leo, se non sbaglio.”
“No! Leo vuole vedele i balbapapà e a me non piazzono!”
“Leo, che vuoi vedere?”
“I Balbapapà.”
“No! Mi fanno paula! Sono blutti!”
“Ma quando mai! Adesso dici che ti fa paura qualsiasi cosa così metti i veti, eh?”
“Il Balbapapà è blutto! Non mi piaze! Non lo vojo!”
“Lele, vuoi vedele il dvd azzullo, il giallo o il losa?”
“Dello azzullo.”
“Ochei. Tieni, mettilo tu.”
“Zi. Gualdiamolo.”

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