Look da mamma

Questo post inaugura la categoria: “i sacrifici che ho fatto per te”. Visto che questo blog è nato per tenere un diario di tutte le piccole tappe, i progressi, i fatti buffi dei nostri bimbi anche per poterglieli raccontare quando saranno piú grandi, perché non approfittarne per avere una lista dettagliata da snocciolare al primo ritardo serale o desiderio di ribellione?

Da qualche giorno ho cominciato una blanda dieta per provare a buttare giú i chili rimasti dalla prima gravidanza, visto che per fortuna quelli della seconda se ne sono andati via da soli con un po’ di ginnastica durante l’estate. Ormai Manuele prende anche la pappa serale, quindi il bisogno di produrre latte è diminuito e forse, mi auguro, anche l’appetito, anche se non mi pare. Da un lato mi dispiace, è galvanizzante sapere che quel contatto cosí bello durante l’allattamento è anche lo strumento per dare al mio piccolo l’unico nutrimento che gli serve, dall’altro questa è l’occasione per tornare un po’ meno mamma e un po’ piú …. non so, dire donna non mi piace, peró altro, non solo mamma.

La questione è anche pratica: il mio guardaroba è fermo al 2005. Dopo si sono susseguite una gravidanza, un anno di lavoro da casa, un mese primaverile di lavoro in ufficio, un’altra gravidanza e adesso sto di nuovo lavorando da casa. In questi 3 anni ho usato prevalentemente tute e abiti premaman. Le magliettine striminzite abbinate a pantaloni morbidi che costituivano il mio comodo look di tutti i giorni non mi stanno piú, o comunque non mi stanno piú tanto bene. Non sono solo i chili in piú, sono cambiata, avevo 32 anni e ora non piú, non ero mamma e ora sí, e poi anche alcuni vestiti, oltre a essersi magari rovinati, sono ormai decisamente vintage. Inoltre sono stanca di andare in crisi se le mie due paia di pantaloni che mi stanno decentemente sono entrambe nella cesta dei panni sporchi.

Ho quindi deciso che ai saldi mi scateneró per svecchiare un po’ il guardaroba e avere qualche cosa da mettermi che mi stia bene per quando a Marzo torneró a lavorare in ufficio a tempo pieno. Questo mi ha portato a riflettere su cosa vorrei e in cosa sono cambiate i miei gusti e le mie esigenze adesso che sono mamma di due “accessori” veramente fashion.

Prima di tutto i capelli. Il tempo delle parrucchiere è finito. Sono tornata al mio colore naturale, castano scuro, al netto dei capelli bianchi peró. La tinta si fa in casa con un prodotto no ammoniaca, no parabeni, no resorcina, compatibile con gravidanza e allattamento. Ora che l’ho provato penso proprio di continuare a usarlo anche una volta finito di allattare. I capelli ormai sono lunghissimi come mai non sono stati: un po’ è colpa del fatto che non ho tempo di andare a tagliarli, ma c’entra anche il fatto che si capisce che sia a Leonardo che a Manuele piacciono cosí. Per un periodo Leo si addormentava accarezzandoli, Manuele invece me li tira vigorosamente, ma quando l’altro giorno me li sono lavati e sono uscita dal bagno con un asciugamano in testa, è stata la tragedia. Tutte le volte che mi guardava si metteva a piangere e a strillare, e finché non ha visto che i capelli ce li avevo ancora sotto quell’asciugamano, non ha smesso. Capite che anche se volessi, proprio non se ne parla di tagliarli.

Poi il trucco: si vabbé, ogni tanto un po’ di ombretto e eyeliner ci scappa, ma niente piú trucco quasi completo di un tempo. E chi ce la fa con un bimbo appeso ad una gamba e l’altro in braccio? Ho trovato un’ottima crema colorata per il contorno occhi che funge anche da copriocchiaie, idem per il viso, cosí si protegge la pelle e si nasconde il colorito da Gollum, e, se ci scappa, un pochino di mascara nero per dare un’aria leggermente piú sveglia. Nelle sere di festa, il lucidalabbra.

E qui mi concedo un piccolo excursus. Qualche tempo fa ho fatto ordine tra i vecchi cosmetici, trovando finalmente il coraggio di buttarne alcuni. C’erano ancora i mascara colorati blu e verdi dell’adolescenza, il primo ombretto comprato con la paghetta in prima liceo, la matita verde acqua presa ai grandi magazzini di Parigi perché “si intonava bene con i miei occhi”, il quotatissimo rossetto rosso scuro 419 della rimmel che ci passavamo nei bagni dell’università. É stato tenero, malinconico e difficile, anche se ero perfettamente consapevole che il mio viso non avrebbe mai piú indossato quella tavolozza improbabile di colori, ma ho trovato il coraggio di buttare quasi tutto, prima che irrancidisse completamente. Peró che strano pensare che questo di oggi è il futuro che io sognavo con il 419 perso tra i manuali di matemarica, un lavoro che mi piacesse, un uomo favoloso da amare, una famiglia. Fine excursus.

Per i vestiti, vedremo piú avanti, quando avró perso questi benedetti ultimi 3 kg. Ultimamente mi sono un po’ troppo appiattita su tute e maglioni larghi, ma sto in casa e voglio stare comoda. Sicuramente un occhio va dato ai tessuti. Niente golfini pelosini e delicati, niente magliettine traforate, insomma, niente che non possa andare in lavatrice al primo rigurgitino o abbraccio inzaccherato.

Rimangono le scarpe. Sotto il letto ho un paio di sabot neri con cinturini incrociati e tacco da 11 centimetri. Già, un tempo portavo spesso scarpe con il tacco piú o meno alto. Credo che prepareró loro un altarino in un angolo dell’armadio in onore dei penati e dei tempi passati. La mia schiena e il mio equilibrio non mi consentono ormai nulla di piú alto di un paio di centimetri con un bimbo in braccio. Quindi via libera alle ballerine, ne ho già comprato due paia la scorsa estate, e agli stivali, che adoro, ma bassi. I tacchi, anche quelli, li conserveró per tirarli fuori ogni tanto e ricordarmi la gioventú spensierata. Anche se devo dire che sono molto piú felice ora, e non mi mancheranno troppo.

E voi, amiche mamme, come avete cambiato il vostro look da quando avete prole?

Autrice: mamma