Earth day e settimana internazionale del pannolino lavabile

Posted On aprile 22, 2010

Filed under ecologia, pannolini lavabili

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Manuele e Leonardo sono (erano) ciripini… e voi?

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Compleanno alla varicella

Come ci aspettavamo la mattina del suo secondo compleanno Manuele si è svegliato coperto delle macchioline e papule della varicella. Leonardo l’aveva presa esattamente 15 giorni prima, per cui abbiamo fatto due conti e abbiamo accantonato ogni velleità di festeggiare in grande stile nella saletta condominiale. E bene abbiamo pensato, altrimenti avremmo dovuto chiamare tutti gli invitati e disinvitarli per evitare la diffusione epidemica del virus e smaltire la gran quantitá di cibo preparato per la festa, senza contare la delusione dei bimbi che alla parola festa cominciano generalmente a saltellare. Ma purtroppo così doveva essere.

Nonostante non siano stati segnati da festeggiamenti in grande, ma da un semplice pranzo+merenda con i nonni, dalla torta-farfalla e  dal cappellino da Totoro, il suo film preferito, fatto dalla mamma, il passaggio ai due anni sta diventando uno spartiacque fondamentale per la crescita del cucciolo piccolo, ora forse meno piccolo. Che peró per me poteva stare piccolo un altro po’, visto che è il secondo e il minore e il piccolo di casa e a mamma fa tanta tenerezza cosí, che sennó poi le viene voglia di uno che piccolo sia davvero, e invece questo piccolo brucia le tappe e diventa meno piccolo troppo in fretta. Chiaro no?

E invece Manuele ha deciso che due anni è un’etá che proprio non è il caso di continuarsi a sedere sul seggiolino alzasedia della fisher price nonostante il comodo vano sottostante in cui nascondere pezzi di cibo per i tempi cupi, ossia gli intervalli tra i pasti in cui nessuno di questi inflessibili adulti foraggia un eventuale appetito fuori orario ad un bimbo che vivrebbe spizzicando, e ha preteso di avere la tripp trapp “tome quela di Leo”. Tripptrapp su cui ormai siede un sederino immutandato e non piú pannolinato. La varicella, complice immaginario un infelice pannolino usa e getta messo in un momento di smarrimento della mamma, si è concentrata tutta in zona popó, con un fastidio enorme e prurito in zone delicatissime per il povero infetto e un episodio di precoce orgoglio virile che ora vi descrivo.

Mentre era sul fasciatoio senza pannolino e io facevo l’inventario delle pustole, situate tutte in zone fastidiosissime, lui esclama:

“Mamma, mi pude il pidello!”

“Manuele, è piccolo, devi dire pisellino.”

Manuele si rimira e poi, un po’ offeso, rettifica:

“No, è gande! Pidello!”

Per evitare di aggravare il fastidio abbiamo deciso di usare le mutandine del fratello e cosí cambiarlo non appena avesse fatto pipí e dintorni, e magari spingerlo un po’ di piú sull’uso del vasino, con cui giá aveva un po’ di confidenza. Tempo 3 giorni era spannolinato, e sto meditando di toglierglielo anche per la nanna, tanto la maggior parte delle volte è asciutto. E addio cosí alle lotte e ai pernacchi sul fasciatoio, ma anche ai cesti di pannolini e alle lavatrici, e cosí deve essere.

L’ultima tappa è il lettino da grande, anche questo “tome quelo di Leo”, che dovremo andare a prendere all’Ikea non appena avremo la possibilitá.  E chissá che questo non aiuti a risolvere la migrazione a metá notte nel lettone del piccolo di casa ora meno piccolo. O forse la faciliterá, e riuscirá a migrare senza svegliarci o almeno farci alzare. E io sinceramente non so cosa sperare, perché del mio orsetto glabro che ora non mi tira piú i capelli ma mi sta appiccicato tutta la notte sentirei la mancanza. Anche se cosí dovrebbe essere.

Ta-daaan!!!!

Posted On gennaio 20, 2010

Filed under ecologia, pannolini lavabili

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È finalmente nato il sito del gruppo nonsolociripá, di cui sono onoratissima di fare parte! È un sito allegro e fresco come le mamme che ho conosciuto grazie a questa bella esperienza nata per far conoscere meglio a genitori e istituzioni la nostra esperienza con i pannolini lavabili.

Settimana europea della riduzione dei rifiuti

Posted On novembre 24, 2009

Filed under ecologia, pannolini lavabili

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In questi giorni saró da queste parti a parlare di pannolini lavabili e riduzione dei rifiuti.

Se siete curiosi ci saranno chat a tema news e una nuova sezione sul forum.

Se invece non siete interessati, potete pensare ad un buon proposito per ridurre il vostro impatto ambientale. Per me consiste nel non prendere piú il caffé alla macchinetta ma evitare di riempire il cestino di tazzine e palette usa e getta preparandomelo nel mio mug portato da casa.

Pesciolini bevipipí e mangiacacca

Da circa un paio di mesi abbiamo spannolinato Leonardo. Visto che non dava proprio nessun segnale di dire spontaneamente addio al pannolino nel week-end di Pasqua l’abbiamo tolto tutte le volte che stava a  casa e pulito pipí, cacche e mutandine per 3 giorni senza che si manifestasse nessun segnale che il quasi treenne avesse capito nulla di quello che volevamo da lui. Non so dove avevo letto che per un bimbo lasciare andare i propri escrementi equivale a fare un dono, allora, in un momento di atroce creativitá, gli ho raccontato che se faceva la cacca e la pipí nel water, scaricando l’acqua sarebbe andata giú lontano fino al mare, dove c’erano i pesciolini mangiacacca e bevipipí che li aspettavano per nutrirsi. Questa storiella ha colpito la sua fantasia e non se l’è piú scordata, anche se non è che abbia di per sé dato risultati, almeno non immediati. E io, che mi ero fatta problemi persino a parlare di Babbo Natale con la mia fissazione di raccontare sempre la veritá ai miei figli, veritá spiegata e semplificata in modo che la possano capire ma sempre attinente con la realtá, dicevo, io, con queste mie idee, adesso mi sono trovata a dover inventare particolari ittici sulle abitudini dei bevipipí e mangiacacca.

Dopo questa partenza quasi fallimentare, lo spannolinamento è andato in realtá piuttosto bene. Siamo andati pianin pianino: prima il pannolino si toglieva solo a casa, e per la pipí ormai Leo avvisava sempre; per la cacca è stata un po’ piú dura ma è servito molto usare la tappa intermedia del vasino, visto che sembrava che sul riduttore facesse piú fatica, come se non liberarsene immediatamente ma farla “piú vicino” gli facilitasse il compito. Misteri della mente infantile, pare che facciano fatica a separarsene, almeno penso che fosse quello il motivo. Ma poi che tono di soddisfazione si percepiva quando, attivando lo scarico, ripeteva “Ora va dai pesciolini, cosí mangiano!”

A quel punto abbiamo avvertito le dade, che erano a dir la veritá pronte a fare metá del lavoro e si sono stupite di aver giá un bimbo spannolinato: Leonardo infatti era ormai autonomo e gli si poteva togliere il pannolino anche al nido. Nel mio terrore di essere smentita ho telefonato personalmente per raccontare della nuova specie marittima spuntata fuori da questa nuova tappa di crescita e le dade mi hanno assicurato la loro connivenza. Fortunatamente, perché pochi giorni dopo pare che Leonardo abbia reso partecipi anche loro del fatto di aver appena apparecchiato un banchetto per i suoi cari pesciolini nel waterino dell’asilo. È un bimbo molto responsabile, si è capito, il mio Leo, molto sensibile alle esigenze dell’ecosistema.

Adesso il percorso è quasi finito. Teniamo il pannolino per la notte, devo dire che usando i pannolini lavabili ce la possiamo prendere con calma, tanto non ne sprechiamo, ma probabilmente è solo pigrizia visto che c’è stato un solo incidente nell’ultimo mese e mezzo e solo perché non aveva fatto la pipí prima di andare a nanna (niente bevuta serale per i pesciolini, sorry). Direi che appena torneremo a casa nostra (siamo momentaneamente a casa della nonna per dei lavori che stanno facendo nel nostro appartamento) si eliminerá anche quello.

Certo è che con un bimbo piccolo ti passano parecchie fisime. Stamattina, dopo aver fatto la cacca mangiando un pan di stelle (ho provato a toglierglielo ma mi ha guardato con gli occhioni supplici dicendo “Ma io ho fame!”), è sceso tutto contento dal vasino, ha applaudito ed esclamato, guardando l’enorme quantitá di prodotto evacuato “Adesso i pesciolini faranno tanta colazione!!”

Direi che me la sono andata a cercare.

Autrice: Mamma

Bimbi ecocompatibili

L’ecologia e il rispetto per l’ambiente mi hanno sempre interessato, ma non potevo dire di fare chissá cosa per l’ambiente. Raccolta diffferenziata, chiudere l’acqua quando ci si lava i denti, lampadine a risparmio energetico, quelle cose lí, che ormai sanno anche i bambini. Ma da quando sono rimasta incinta di Leonardo e Talita, l’idea di lasciare loro un mondo peggiore di come l’ho trovato, brutto, esaurito, inquinato, mi risultava intollerabile e ho cominciato ad informarmi e a riflettere su cosa potevamo fare per migliorare ulteriormente il nostro stile di vita in modo da impattare il meno possibile sul pianeta.

Ho cominciato a bazzicare per mailing list di ecomamme, a cercare un po’ di consigli per il web ed è cosí che ho formulato un nostro personale programma verde, che ha inciso sulle nuove abitudini che i bimbi hanno portato in casa e anche su quelle di noi adulti. Adesso, con l’esperienza di qualche anno, volevo stilare una piccola lista di abitudini positive per l’ambiente venute dal fatto di essere diventati genitori.

In veritá era tanto che volevo scrivere questo post ma aspettavo che il sito www.pannolinilavabili.info a cui ho collaborato (poco, purtroppo) ultimamente fosse completato. Per mancanza di tempo devo interrompere questa collaborazione, ma lo segnalo a tutte le mamme che sono interassate a saperne di piú sull’argomento. Sia Leonardo che Manuele usano i pannolini lavabili, economici, ecologici e decisamente migliori dal punto di vista della salute. Ho cominciato ad interessarmene da sola durante la prima gravidanza, nessuno sembrava averne sentito parlare tranne una ragazza conosciuta su un forum di future mamme, ne ho comprato un po’ sotto suo consiglio e mi sono subito trovata contenta. In seguito ho scoperto che quei primi pannolini non erano certo i migliori che potevo trovare, e che si sarebbero rovinati presto, non permettendo di essere usati anche per Manuele, ma mi è servito per darmi il La ed affacciarmi su questo mondo cosí bistrattato dalla distribuzione commerciale. Adesso qualcosa sembra muoversi ma 3 anni fa i pannolini lavabili si trovavano quasi esclusivamente sul web, specialmente certi tipi piú carini ed efficienti. Per farvi capire che non è da marziani usarli, vi diró che questa è un’anomalia italiana. Negli Stati Uniti, ad esempio, i pannolini lavabili sono molto noti, ce ne sono di tantissime marche, molte mamme che stanno a casa se li autoproducono e, se sono brave, ne fanno anche un’attivitá e li vendono sul web. Star del cinema come Julia Roberts li usano, fanno parte della loro immagine di ecomamme. Senza contare che sono cosí carini! Ma questo deve essere un post per punti, prometto in futuro di affrontare l’argomento in modo autonomo.

Soddisfattissimi per la scelta, ci siamo interrogati se era possibile eliminare l’usa e getta anche su altri fronti, ci abbiamo provato e adesso penso che in realtá ci concediamo dei lussi notevoli. Ora usiamo fazzoletti di cotone per soffiarci il naso, belli, bianchi, eleganti e soprattutto morbidi. Il naso scorticato di quando avevo il raffreddore l’ho dimenticato, sono molto meglio degli usa e getta! Anche le salviettine per pulire il sederino ai bambini sono di spugna o di bambú, un materiale ecologico naturalmente morbido e antibatterico, e mi sono accorta usando quelle che le sostanze di cui erano imbevute quelle UeG erano fortemente irritanti per il sederino dei miei bimbi.

Anche io mi sono detta che non potevo mettere ai miei bimbi i pannolini lavabili e continuare a usare gli assorbenti usa e getta classici per me. Cosí sono passata prima a salvaslip e assorbenti in tessuto, e in seguito alla mooncup, una vera liberazione. Lo so che sembra uno slogan pubblicitario, ma la scoperta e l’utilizzo di questa coppetta in silicone mi ha davvero cambiato la qualitá della vita in quei giorni.

Dopo i primi 6 mesi a latte materno, che non richiede imballaggio, stoccaggio, conservazione, costi di produzione quindi è il prodotto piú ecocompatibile che ci sia (anche se non è stato sempre facile allattare un bimbo che ha passato le prime settimane di vita in ospedale) arrivato il momento dello svezzamento di Leonardo, abbiamo cercato di orientarci su alimenti piú sani e naturali possibili. La frutta e la verdura biologiche al supermercato costano tantissimo, ma all’inizio è un sacrificio che abbiamo fatto, finché, quasi casualmente, sono riuscita ad associarmi ad un GAS, grazie al quale ricevo una volta alla settimana frutta e verdura biologica di stagione, coltivata nella zona quindi senza l’inquinamento dovuto agli spostamenti, freschissima perché raccolta al mattino e uova, formaggi, carne, tutto biologico e di ottima qualitá a dei prezzi molto contenuti. Il principio che si segue è quello della qualitá biologica del prodotto e della filiera corta, cioé evitare passaggi di mano che fanno aumentare il prezzo e gli spostamenti, inquinando e impedendo al coltivatore di ricevere molta parte del guadagno dato dalla vendita dei prodotti. Abbiamo scoperto verdure locali mai assaggiate, abituati come eravamo a quelle 4 qualitá che si trovano nei supermercati (non immaginavo certo che esistessero cosí tanti tipi di cavolo e di zucca in inverno) e ricominciato a cucinare e sperimentare, dando una ripulita all’alimentazione anche per noi adulti, facendo ad esempio anche il pane e lo yogurt in casa e riducendo i surgelati, mangiando meglio e risparmiando.

Tutti dicono che i bimbi costano. Devo ammettere invece che noi da quando abbiamo figli spendiamo quasi di meno che quando eravamo in due. A parte, purtroppo, che molti svaghi costosi, ad esempio il cinema, sono da rimandare a tempi migliori, abbiamo imparato a riciclare moltissimo, non ci siamo fatti nessun problema ad accettare in ereditá da altri bimbi il passeggino, il lettino, seggiolini e vestitini, sempre in ottimo stato, che altrimenti sarebbero rimasti ad ammuffire in qualche scantinato.

Se ci manca qualcosa spesso do prima un’occhiata al mercatino dell’usato per bimbi sotto il mio lavoro e lí rivendiamo quello che vediamo che non ci serve, evitando di creare spazzatura e di ingombrare la cantina. Pare anche che i vestiti usati, essendo stati lavati piú volte, siano in realtá i piú sani per i bimbi, perché hanno perso tutti i residui chimici di lavorazione e le tracce di colore.

Naturalmente tanto ancora si puó fare, per questa primavera ad esempio è in programma un acquisto di una bicicletta come si deve e relativi seggiolini, per poter girare con i bimbi senza macchina. Questo post vuole solo elencare una serie di piccole migliorie che per noi non sono stati difficili da applicare e in realtá, oltre a farci sentire un po’ piú responsabili del mondo in cui viviamo, stranamente hanno avuto un risvolto economico ma hanno anche aumentato la qualitá della nostra vita, con solo un minimo di impegno in piú. E poi quanto ho scritto vorrei che rimanesse ai miei bimbi, per mostrare loro che, anche grazie alla loro venuta, papá e mamma si sono impegnati per lasciar loro in ereditá meno rifiuti e inquinamento di quanto magari avrebbero potuto con meno attenzioni, e che fin da piccoli sono entrati a far parte di quella mentalitá di minor consumo delle risorse naturali che sará sicuramente l’unica speranza per una natura da godere e un futuro bello come quello che auguro loro.

Autrice: Mamma