Un punto lontano

L’anno scorso è stato un anno di sospensione. Mi ricordo che ne parlavamo un giorno in macchina con il papà. Avevamo entrambi questa sensazione di galleggiare nell’aria, un po’ soli un po’ per mano, a ricercare un equilibrio come su una zattera. Era arrivato Manuele, la crisi economica, malattie, amici che avresti detto sarebbero stati insieme fino alla morte e avrebbero passato la vecchiaia a giocare e pizzicarsi a vicenda si sono separati, altri si erano dispersi, il lavoro per entrambi era un interessante e misterioso pantano senza movimento né sicurezza. Troppo presto per progettare, era tempo di stringersi ed abbracciarsi: qualcosa sarebbe accaduto. Nuovi amici, o vecchi rapporti rinnovati, nuovo entusiasmo, o nuove attivitá, o un nuovo lavoro. Qualcosa. Lo sapevamo, e aspettavamo.

Adesso qualcosa accade. Non sappiamo cosa, non sappiamo dove ci porterà. Ma accade, o meglio, lo stiamo facendo accadere. Ci sono le scelte e le rinunce. Forti di quell’attesa e di quell’abbraccio, un po’ dentro un po’ fuori dal pantano. Con più energie ma con altrettanto timore.

Due giorni fa ero ad una lezione in palestra. Dopo aver saltellato e ballato e sudato e fatto vera fatica, quella fisica, quella del benessere, bisogna stirare e rilassare i muscoli. In piedi, su un piede solo, l’altro piede al gluteo, e si fissa un punto lontano per mantenere l’equilibrio. E lì ho capito.

L’unico modo per mantenere l’equilibrio quando manca la stabilità è fissare un punto lontano. Un piccolo punto stabile, che sembra nulla, che non ti potrà mai davvero sostenere se stai su un piede solo, ma che è la tua sola chance per non perderti dietro ad un bersaglio negativo. I lavori, le aspirazioni, la fatica, il denaro, anche la fame e la sete passano. Sembrano piu grandi di un puntolino, ma non sono fisse. Il problema è trovarlo, quel puntolino, sceglierlo e guardare solo lui.

Ci sono puntolini di giornate faticose, puntolini di ideali, puntolini di vite intere. Ad ognuno il suo, ovviamente. Ma adesso mi alzo la mattina cercando il prossimo puntolino, e visto che lo devo fissare a lungo provo a scegliere un puntolino che valga la pena di essere fissato. Non solo per l’equilibrio ma per la bellezza e l’importanza del puntolino stesso.

Earth day e settimana internazionale del pannolino lavabile

Posted On aprile 22, 2010

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Manuele e Leonardo sono (erano) ciripini… e voi?

Mielosissimo

Posted On aprile 8, 2010

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L: “Mamma, io ho un papà che è tutto di coccole, lo sai?”

A ciascuno i suoi incubi

Posted On aprile 5, 2010

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La notte del giorno di Pasqua, un grido lacerante squarcia l’oscurità. E’ Leonardo seduto nel lettino, che all’arrivo istantaneo della mamma si aggrappa con tutte le sue forze, impaurito. Il suo cuoricino batte a mille.
M: “Cucciolo, hai fatto un incubo?”
L:  “Sci!”
M: “Stai tranquillo, c’è qui la mamma, era solo un brutto sogno, io sto qui con te, stai tranquillo…”

M: “Ma che incubo era, cosa succedeva?”
L: “C’era una costata..”
M: “Una crostata?”
L: “Sci. Che eplodeva.”
M: “La crostata?”
L: “Sci.”

L: “E usciva un dago.”
M: “Un drago. Usciva dalla crostata durante l’esplosione?”
L: “Sci.”
Il bimbo in questione ha quindi vinto una crociera nel lettone per il miglior incubo da indigestione di uova di Pasqua e pastiera della famiglia.