L’altra faccia della medaglia

Ci sono stati giorni in cui aprendo la porta di casa avrei voluto trovare la casa vuota, come quando vivevo da sola. In cui tornavo stremata e avrei voluto tornare ai tempi in cui la seconda mossa dopo aver chiuso la porta era riempire la vasca di acqua calda e cercare così di svuotare la mente stanca. E invece vengo travolta da un paio di piccoli bobcat che mi saltano addosso e mi strappano un sorriso un po’ affaticato.

Ci sono altri giorni, rari, in cui la giornata va veramente male. In cui torno e forse devo dire alla mia famiglia che al lavoro possono fare a meno di me per un po’, che sono alle spese dell’INPS e della collettività per una frazione del mio stipendio, che mi sento inutile e che bisogna rimboccarsi le maniche e stringere la cinghia. E apro la porta e vedo i miei bimbi che sono più dipinti di blu di William Wallace e giocano con i timbrini. Manuele ride e timbra freneticamente, Leonardo è concentrato ed accurato e dopo avermi salutato ritorna al lavoro.

E in quei momenti mando al diavolo tutto, in primis il mio sentirmi poco utile. In fondo non importa poi molto.

E’ per aprire quella porta che sono diventata mamma.

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8 Responses to “L’altra faccia della medaglia”

  1. Claudia-cipi

    la cassaintegrazione fa brutto a tutti
    soprattutto quando il datore di lavoro non anticipa il costo e ti trovi senza un soldo perchè l’inps paga a babbo morto
    fortuna i figli, se non ci fossero loro sarebbe la fine

  2. Manuela

    Non sei solo lavoro e già durante la prima gravidanza quando sei dovuta star ferma a riposo hai inventato non una ma mille cose, sei dotata di tenacia e capacità intellettiva e creativa che fanno di te oltre che una mamma una donna utile alla casa, alla famiglia, alla società e soprattutto a te stessa, io credo che saprai sfruttare questo tempo ottimamente per trovare nuove soluzioni.Forza Lisa questa cosa non ti chiude ma ti apre invece a mille possibilità che non avevi calcolato…è questa la sfida!!

  3. Michy

    Lisa, ti abbraccio, non riesco a dire altro, lo confesso.
    Ma è un abbraccio grande, da mamma a mamma.
    un bacio

  4. smile1510

    Ciao Lisa, anche da me c’è questa spada di damocle che pende sulle nostre (e mia) teste… ci sono giorni in cui mi sento inutile, stanca e demotivata, altri in cui vedo un’eventuale C.I. come una boccata d’aria, mi dico che se sto a casa ho tempo di studiare cose che al momento mi affascinano e per cui non trovo il tempo necessario per approfondire…
    però attualmente sono in un limbo indefinito. per cui ti capisco e ti abraccio
    Smile

  5. smile1510

    ops… manca una B
    ti abbraccio

  6. Lisa

    Manuela, hai ragionissimo. In fondo mi sono tolta da un limbo (stessa parola usata da smile, deve essere sensazione comune quando vedi che le cose vanno male :-)). Infatti adesso sono qui che finalmente mi sono data una bella scossa e progetto. In realtà sono in CDS e lavorerò 8 ore a settimana fino ad aprile 2011. Ho un anno di tempo per capire cosa voglio fare da grande, non è da tutti. 🙂

  7. Madainoncicredo

    Mi sono commossa…

  8. Marina

    Lisa, sono sicura che, come sempre, riuscirai a trarre del buono anche da questa esperienza!
    Ti vedo carica e positiva, ma su questo non avevo dubbi.
    Un abbraccio, Marina

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