Anche i mostri mangiano fagioli

Posted On febbraio 22, 2010

Filed under citazioni, Manuele

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Manuele: “Mamma! Alliva un motto!”

Mamma: “Ah si? e che fa?

Manuele: “Manja!  Ham!”

Mamma: “Allora gli offriamo il té con i biscotti? Oppure un panino al prosciutto?”

Manuele: …

Mamma: “Se ha fame gli diamo qualcosa da mangiare.”

Manuele: “No, i motti non manjano bitotti”

Mamma: “Allora cosa mangiano?

Manuele: “I fajoi!!!”

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Savonarola Boys

Posted On febbraio 16, 2010

Filed under i sacrifici che ho fatto per te

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Hanno dei faccini d’angelo, sono belli come cherubini e vanno in giro declamando “Tutto è vanitá, solo vanitá” sulle note di Branduardi. Sono stati inviati per mettere alla prova la fede e l’amore dei loro genitori e purificare con la penitenza il loro umano attaccamento.

Piú raffinati dei cilici, piú efficaci dei flagelli, piú spirituali dei digiuni, sono stati mandati sulla terra per incentivare lunghi periodi di astinenza coniugali. Con angelici poteri riescono a cogliere ogni impudico pensiero notturno quasi prima ancora che prenda forma e vi rispondono con l’innocente invocazione “Mamma…. ” dalla quiete del loro lettino, richiamando la genitrice al suo ruolo di angelo (asessuato) del focolare.

E se per caso questo non bastasse a dissuadere i pensieri lussuriosi, sono pronti a sacrificarsi e a porsi a barriera umana, installandosi al centro del talamo coniugale, per impedire ogni contatto nuziale.

Sono i Savonarola Boys, la risposta del terzo millennio all’abbandono di ogni forma di penitenza quaresimale, e sacrificano per anni il loro riposo notturno per la santificazione dei loro amati genitori.

Fauntleroy

Posted On febbraio 8, 2010

Filed under Leonardo, tappe di crescita

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Sembra timido, tranquillo, bene educato. Entra nelle case e se vede dei libri li prende e li sfoglia, trattandoli gentilmente. È curioso dei libri “da grandi” e gli piace leggere i fumetti della mamma e del papá, Paperino e Charlie Brown. Dice, in genere, grazie e prego e, alla scuola dell’infanzia, quando viene chiamato la mattina durante il gioco delle presenze, risponde con “Buona giornata!”

Quando sorride mostra tutti i denti e stringe gli occhi come un orientale. Si è meritato il soprannome di Piccolo Lord durante le vacanze di Natale, da parenti che non l’hanno chiaramente mai visto mettersi le dita nel naso, pulirsi il viso sulla manica e mangiare con le mani.

Ora sembra piuttosto contento di andare a scuola, ormai ha degli amici, anzi, piú propriamente, delle amiche. Bambine tranquille, come lui, che giocano con il trenino o il castello medioevale mentre i compagni corrono, giocano a spararsi, rompono i giocattoli. Se vede che c’è confusione, senza scomporsi troppo, prende il suo gioco e si sposta un po’ piú in lá.

Le maestre lo adorano. Mi dicono sempre “Avercene 28 come Leonardo!” All’inizio erano un po’ preoccupate che fosse un po’ chiuso, poi mi hanno raccontato che hanno capito che lui ha bisogno di studiare a lungo prima di lanciarsi. Come se non lo sapessi.

Quando ci sono ambienti pieni di bimbi e molta confusione non partecipa. L’ho accompagnato a feste in cui è rimasto vicino al buffet a mangiare biscotti mentre guardava i suoi amici si scatenavano. E quando era ora di andare via si intristiva, e se io gli chiedevo se si era divertito lui rispondeva “Si. Molto”

Ama l’arancione e il verde e se compriamo vestiti di quei colori non c’è nessun problema a vestirsi la mattina. Ha una strana idiosincrasia per i bottoni, non mi viene in braccio se porto una camicia, non indossa nulla che li abbia.

È dolce ed affettuoso, se viene a trovarci un qualche suo amichetto, suo padrino o i nonni è triste al momento dei saluti. Dice al fratello: “Lele, ma tu sei la mia fochina?” e gli pizzica le guanciotte. È gentile con i bimbi piú piccoli di lui, li abbraccia e lascia che giochino con i suoi giochi. Sotto controllo e con giudizio e moderazione, altrimenti no. È sempre piú indipendente, sereno, e sta perdendo quell’abitudine di parlare in tono lamentoso che aveva fino a qualche mese fa.

Continua a non mangiare molto, eccettuato il mezzo litro di latte giornaliero,  ma è goloso. Abbiamo uno scatolino, una ex-bomboniera, in cui la mattina la mamma inserisce un pezzettino piccolo di cioccolata come viatico per la strada verso la scuola ed è la sua goloseria quotidiana.

È il mio biondo, serio, piccolo Lord Fauntleroy, un bimbo di altri tempi e a volte mi verrebbe proprio la voglia di vestirlo con completini in velluto da piccolo aristocratico. Verdi o arancioni, naturalmente, e senza bottoni.