my urban montessori trip

Posted On ottobre 8, 2009

Filed under Scelte educative

Comments Dropped 5 responses

Parafrasando un ormai celeberrimo post di mom@work, vi racconto il mio recente intrippamento con il metodo montessori e i miei tentativi di portare un po’ (qualche minuto, non certo un’ora) dei suggerimenti della nostra brava faccia da mille lire nei nostri circa 60 metri quadri calpestabili. Come sapete non sono e non saró probabilmente mai davvero dedicata ad un metodo, e sinceramente a volte i precetti montessoriani mi sembrano un po’ troppo “ordinati” per il mio carattere, ma leggendo su vari siti, sia italiani che americani, ho trovato tantissimi spunti mi sembrano molto di buon senso. Del resto trovo che questa fase della crescita, finito quel periodo in cui ci si deve destreggiare in precarissimo equilibrio tra la fusione totale tra bimbo e mamma e un minimo di organizzazione delle proprie giornate, sia molto stimolante. Siamo in un momento , ovviamente con Leonardo, ma Manuele è un bravo imitatore quindi si riesce anche a coinvolgere, in cui si fa, in cui si parla e si mette in pratica quello che si dice, in cui si scopre, in cui si cercano risposte ai perché e ci si meraviglia. Stupendo ed emozionante.

attraversando un ponte

Di risorse è pieno il web, soprattutto siti stranieri, ma in italiano ho passato molto tempo su cuoredimamma, lacasanellaprateria e mammafelice. Ho scoperto che per alcune famiglie americane il metodo montessori è praticamente uno stile di vita globale, e poi ultimamente mi sono regalata il libro di Tim Seldin, cosí da avere qualcosina da sfogliare la sera nei pochi secondi che precedono il crollo della testa sul cuscino. Della questione del bambino competente e di molti punti teorici avevo giá sentito parlare, ma quello che mi mancava e che ho capito anche grazie a questi altri genitori che concretamente fanno cose con i loro figli è che non è necessario iscrivere i figli ad una Casa dei bambini per dar loro ambiente e attenzioni a loro misura e che ci sono tanti tanti piccoli esperimenti pratici che possono entrare nella vita di famiglia.  E mi sono venute tante tante piccole idee “urbane”, che non prevedono stravolgimenti della nostra vita o particolari aspettative e spero di riuscire a metterne in pratica piú di qualcuna.

A partire da una piccola sorpresa per domani. 😉

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5 Responses to “my urban montessori trip”

  1. Michy

    Il libro di Tim Seldin l’ho comprato e letto anche io e ho fatto mie delle idee come l’appendino all’ingresso uguale al nostro ma a portata di bimbi e la scarpiera alla loro altezza. I libri erano già per comodità a portata di mano loro ( anche se cosi facendo ora Rebecca se li ciuccia tutti!) e alcune cose, come far usare loro bicchieri e caraffa di vetro per versare l’acqua, lo facciamo…anche se a nostro rischio e pericolo!
    Non so però se è per colpa di queste cose – o per merito, dipende dai punti di vista – che simone adora stare con i grandi….

  2. Lisa

    Anche noi l’appendino basso e i libri a portata li avevamo già messi… forse è per quello che mi è piaciuto, mi ci sono ritrovata in idee che già avevo. 🙂
    Per lo stare con i grandi… Michy, Simone è un bimbo molto sveglio, e i grandi intorno a lui l’hanno sempre trattato con rispetto e affetto. Secondo me è un buon segno che gli piaccia stare con loro!

  3. VmnP

    Non lo conoscevo questo libro, corro a comprarlo!

  4. m@w

    Celeberrimo addirittura?
    Grazie!

  5. Lisa

    Se cerchi su vari blog info sul metodo Montessori, quel tuo post salta sempre fuori, ed a ragione!

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