Crisi

Eravamo piuttosto convinti di mandare Manuele al nido. Ci sembrava che per il suo carattere curioso e indipendente fosse la soluzione migliore. Avrebbe pianto un po’, ma il distacco sicuramente sarebbe stato gestibile. Perché lui è cosí indipendente.

Come no? E ora ci ritroviamo pieni di dubbi con un bimbo che cerca la mamma di continuo e non si convince del perché non puó stare sempre con lei (o con i nonni, che fanno comunque parte dell’entitá “mamma” in senso lato).

Aggiornamento. A casa è piú sereno,  forse merito dell’aver guadagnato l’accesso al lettone a metá notte, cosí la sua dose di mamma sempre vicina se la becca.

Aggiornamento bis.Oggi sono andata a prenderlo dopo due ore e finalmente l’ho trovato che giocava sullo scivolo con gli altri bimbi! La dada è venuta tutta contenta e come prima notizia mi ha detto gioiosamente che aveva fatto la cacca. Io l’ho guardata un po’ stupita ma mi ha spiegato che è un momento molto importante, vuol dire che si è lasciato andare. Un passo avanti è stato fatto, vedremo lunedí.

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10 Responses to “Crisi”

  1. Claudia - La Casa Nella Prateria

    Coraggio…

    Dategli un po’ di tempo, e se non dovesse andar bene non vivetelo come un fallimento. Semplicemente non era il momento.

  2. Manuela

    Lisa la crisi per l’asilo non dura una settimana soprattutto il primo anno, la difficoltà di adattamento può andare da due settimane a due mesi tranquillamente o prolungarsi fino a Natale e ci sta tutta.
    La sindrome è quella dell’abbandono non giriamoci intorno tutto appare più semplice codificarlo in questo modo per loro perchè i primi parametri su cui si relazionano sono quelli affettivi..ma non è così lo sai benissimo anche tu. Dietro c’è anche un beneficio innegabile per loro, i nonni non possono sostituire i genitori possono farne da surrogato in senso lato ma non possono offrire quel conntesto stimolante che può rivelarsi l’esperienza con altri coetanei. Piuttosto io offrirei più tempo al suo inserimento so benissimo che col lavoro è difficilissimo..ma meglio che farti sostituire in questo passaggio così delicato. Lui ha bisogno di sapere che ti fidi del contesto che hai scelto per lui, deve sentirlo, ha bisogno di tempo…offritegli questo piuttosto che da subito una retromarcia…

  3. Lisa

    Grazie Claudia. Hai ragione, penso che faremo cosí. Se deve soffrire, si cercherá un’altra soluzione, visto che io comunque devo lavorare. Mi sento un po’ sciocca, sono rimasta molto spiazzata, pensavo di fare davvero la cosa migliore per lui. Ma, come mi insegnate tutte, essere mamme vuol dire anche essere flessibili. Adesso, nonostante io abbia sempre cercato di evitare il co-sleeping, a metá notte quando mi chiama lo porto nel lettone, evitiamo cosí i mille risvegli perché ora quando non mi trova vicino mi chiama per sapere che ci sono e cosí lui sembra molto piu sereno. Vediamo un attimo se è solo una breve fase, in fondo vedo che cerca molto stimoli esterni alla sua vivacitá e un inverno chiuso in un appartamento di cittá non glieli puó dare.

  4. Manuela

    Parli dei risvegli notturni..anche questi fanno parte della fase di separazione. Sono necessari, come sono necessarie le tue rassicurazioni in tal senso.
    Noi abbiamo spostato Mattia nella sua cameretta solo al secondo anno di nido cioè a metà anno dello scorso.
    Troppi passaggi insieme rischiano di creargli l’equazione diventar grande è autonomo = perdere la mamma.
    Non è così ma avete bisogno di accettare anche questi momenti per trovare il vostro modo..quello tuo di Lisa mamma e suo di Lele bimbo.

  5. Lisa

    Manu, hai ragione, bisogna essere sinceri con se stessi. Peró in questi giorni mi sono venute in mente varie alternative, forse piú complicate, che ci mettono molto in gioco ma avevo dato per scontato che per Manuele il nido fosse la soluzione migliore. Adesso vediamo se ci siamo sbagliati o no, resto aperta all’osservazione. L’inserimento lo sto facendo comunque io, anche se poi con il lavoro faccio un po’ fatica, e d’accordo con le dade stiamo andando piú piano che con gli altri bimbi.

  6. Claudia

    Lisa, coraggio e dagli – datevi – tempo. Io sono ancora convintissima che il nido sia la scelta migliore e lo è stata per Emma, anche se per i primi mesi molto dolorosa, per 4 mesi sono uscita da lì piangendo (aveva solo 5 mesi, il prossimo figlio COL CAVOLO lo spedisco al nido così presto). Però credo, e lo vedo con mia figlia, che i bambini hanno bisogno dell’interazione con altri bambini, che non vuol dire necessariamente socializzare con loro, ma anche semplicemente averceli davanti agli occhi e vedere cosa combinano.
    Benissimo farlo dormire nel lettone se ne ha (avete 😉 ) bisogno. Anche noi facciamo così, dormiamo di più, e le otto ore di separazione diurna pesano meno. Un abbraccione!

  7. Lisa

    Manuela, Claudia, il problema è che se se ne accorge il fratello nel lettone diventiamo in 4! Ha bisogno di attenzioni anche lui, infatti la sera divento una macchina da coccola, accarezzo piedi, teste, pancini, ne tengo in braccio due alla volta, vengo soffocata da abbracci e baci… insomma, una gran fatica!!! 😛
    Comunque va decisamente meglio, riusciamo ad organizzarci e per ora fa solo due ore, verso la fine della settimana aggiungiamo il pasto. Peró mi è rimasta la sensazione di aver scelto senza tener conto di tutte le opzioni, un po’ superficialmente, pensando che sarebbe andato direttamente tutto liscio, alla faccia di quello che scrivevo un paio di post fa.

  8. ba1976

    non so se poi la fase lettone è già passata, ma gaia ancora lo fa, nei momenti di passaggi epocali, di svegliarsi di notte e correre in mezzo a noi (stanotte alle 3 era lì. ha detto che la gatta che era in camera con lei aveva la tosse e le dava fastidio!).
    io la lascio fare (mamma mia se son diventata co-sleepiana, mi disgusto da sola, una estivilliana come me :)) tanto poi passa da solo questo bisogno di aver la mamma durante la notte. poi torna poi ripassa poi ritorna (dici che lo farà anche quando andrà al liceo? :-P)
    Se a Manuele bastano queste coccole esxtra per poi essere più tranquillo al nido, tu dagliele :-). In 4 nel lettone?mmm… come si fa a starci??? ma leo credo sia già nella fase “sonno iper profondo non mi svegliano neanche le cannonate fino a domattina, amen se mio fratello si sveglia, io non lo sento”:

  9. Claudia (quella di Emma ;) )

    Ecco io ringrazio la lungimiranza di mio marito che quando abbiamo cambiato casa 4 anni fa mi ha imposto il letto extralarge “perché prima o poi ci toccherà dividerlo con qualche bambino”, e io a dire “ma io bambini nel MIO letto non ne voglio assolutamente!!”… ahahahah…
    Lisa, sdrammatizzo un po’: Manuele ti rinfaccerà qualunque cosa tu faccia… se lo mandi al nido perché l’hai mandato al nido, se lo lasci coi nonni perché gli hai impedito di avere una vita sociale con i coetanei rendendo il passaggio alla scuola materna traumatico… 😉 La vita dei piccoli è purtroppo fatta di “traumi” o comunque passaggi che fanno paura. Ma solo per un po’! Vedrai che è solo un periodo, e che sarà un periodo breve. Un bacione.

  10. VmnP

    Dai tranquilli! E’ il decorso normale dell’inserimento al nido. Pensa che la mia gnometta l’ho inserita che aveva 8 mesi! Io sono stata malissimo, ma lei per fortuna non ha mai pianto.
    Un saluto
    VmnP

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