Nido e materna, fra poco si va!

Un po’ di magone c’è stato quando abbiamo salutato le dade del nido di Leonardo. È stata davvero una bella esperienza, dopo l’inserimento un po’ faticoso, peró è finita un po’ bruscamente a causa di una brutta caduta di Leonardo che ha fatto sí che lo tenessimo a casa gli ultimi giorni di frequenza prevista. Il nido era davvero nuovo e bellissimo e ci sarebbe tanto tanto da dire, ma direi che prenderó spunto per questo piccolo flashback dalle parole della dada con cui ho scambiato due chiacchiere alla festa di fine anno. Non essendoci stato un vero e proprio colloquio finale, ho domandato come vedesse Leonardo alla conclusione di questo periodo di formazione e lei mi ha risposto ridendo:

“Che dire! È simpatico, gli piace leggere, gioca e si fa coinvolgere, canta sempre, va in bagno da solo, mangia da solo, che vogliamo di piú?”

Sulla simpatia non sono obiettiva, ma fa piacere che lo notino pure gli altri (eh, eh), la lettura gli è sempre piaciuta molto, complici nonni molto disponibili e nostro e loro grande acquisto di libri (eravamo quasi compulsivi, adesso siamo diventati assidui frequentatori della Sala Borsa, altrimenti avremmo avuto seri problemi di spazio personale a casa nostra), per il pannolino e la pappa il nido e l’esempio degli altri bambini è stato sicuramente di grande aiuto, ma davvero le due conquiste dell’anno che forse non sarebbero avvenute se fosse rimasto a casa con i nonni sono la socializzazione, la capacitá di fare attivitá organizzate in gruppo e la passione per il canto.

Era una gioia sentire il mio bimbo timidone dire che gli piaceva andare a scuola perché c’erano i suoi amici.  L’ho visto correre felice insieme al suo amico Simone, arrampicarsi, chiacchierare. E lo sento tutt’ora cantare e cantare, cantare e cantare, cantare e cantare….

E Venerdí si inizia con la materna. La scuola è proprio di fronte a casa e io aspetto quel momento con trepidazione e un pelino di ansia. La settimana dopo anche Manuele comincerá il nido. È stata una decisione presa sia in relazione al suo carattere esuberante, molto recettivo e sempre a caccia di stimoli, sia perché l’anno scorso in certi momenti abbiamo dovuto organizzarci al minuto secondo per riuscire a gestire, noi e i nonni, entrambi i bimbi, con problemi di stress e di salute conseguenti. E come penso sempre, se il tempo passato con i miei figli è viziato dal fatto che sono stanca e nervosa (e io quando sono stanca sono quasi sempre anche nervosa, purtroppo), meglio farsi aiutare e dedicare a loro un tempo piú di qualitá, anche se forse minore.

Intanto quest’Estate ho preparato con una certa emozione, come feci per Leonardo, la sacchetta con il suo nome. Anche questa è una tappa nell’acquisizione dell’identitá, e simbolicamente spero che in questo percorso si porteranno dietro qualcosa dell’amore della loro mamma, anche se solo un ricamino semplice semplice su una sacchetta giá decorata dell’Oviesse perché piú oltre qui non si va.

Sacca asilo Manuele

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