Linguaggio telegrafico

Posted On agosto 27, 2009

Filed under citazioni, Manuele

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Def. Si dice linguaggio telegrafico l’accostamento di due o piú parole, senza avverbi o articoli, che formano una frase sensata. È una tappa fondamentale nello sviluppo del linguaggio di un bambino e avviene in genere intorno ai 18 mesi.

In tempo perfetto due giorni fa Manuele ha pronunciato la sua prima frase telegrafica, composta da “Babua (acqua) bonde (cade, cadrá, è caduta)” seguita da lancio in lunghezza della tazza dell’acqua e successiva sghignazzata. Insomma, l’equivalente di “io vi avevo avvertito”.

Manuele

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L’allenatore di aquiloni

Posted On agosto 14, 2009

Filed under citazioni, Leonardo

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Oggi in spiaggia io e Leo abbiamo fatto volare un bellissimo aquilone. Il tempo perfetto, con un bel vento, lo ha fatto schizzare velocemente ad una bella quota.

Leo, come metà dei bambini della spiaggia, lo guardava ammirato e ad un certo punto gli ho lasciato il cavo per fargli sentire come tirava l’aquilone e per fargli sentire la resistenza del vento mentre cercava di tirarlo e dargli corda.

Leo lo ha tenuto tutto orgoglioso, poi mi ha lasciato di nuovo il controllo e con i suoi occhioni mi fa:

“Papà, voglio salire!”

” Dove vuoi salire Leo?”

“Lì!” e indica inequivocabilmente l’aquilone.

“E come vuoi arrivarci?”

“Con questo!” (cioè con il filo dell’aquilone)

Che dire? Sarebbe davvero bello poter salire a cavallo di un aquilone!

Autore: papà

Arcimboldiano

Posted On agosto 13, 2009

Filed under citazioni, Leonardo

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“Mamma, ho le castagne negli occhi.”

“Leo, perché dici che hai le castagne negli occhi?”

“I miei occhi… sono castagne. Come quelli di papà”

“Vuoi dire che hai gli occhi castani?”

“Si. Come quelli di papà.”

Occhi

Riposo?

Divertirsi ci si diverte, i bimbi sono impazziti ad avere papà e mamma sempre con loro. Il mare è un successone e  in 4 si è il numero giusto per fare le gare spingendo salvagenti a forma di pesciolino in su e in giù. Leonardo vuole sempre arrivare primo e per ora lo accontentiamo, tanto Manuele applaude comunque.

canottini

Poi c’è stato un matrimonio di una cara amica di adolescenza della  mamma, con l’occasione di rivedersi con tante persone con cui ci si vede ormai troppo raramente. E prima completare una parte del regalo, per lasciare qualcosa di personale, trovare vestiti comodi ma eleganti per tutta la famiglia e scarpe rasoterra per la mamma, che ha finalmente rimesso dei tacchi come si deve per la cerimonia che ha prontamente cambiato con flipflop in tinta quando si è trattato di inseguire i bimbi per tutta la sala del ricevimento. E qui bisogna dare una menzione con lode al papà, che si è occupato maggiormente dei due monelli permettendo alla mamma di stare un po’ con i suoi amici. Certo, un matrimonio tradizionale il 2 Agosto alle 12, con tanto di pranzo post cerimonia e due bimbi piccoli è un’impresa, ma ce la siamo cavata.

Però un po’ mi manca la vacanza dei vecchi tempi, in cui si macinavano una decina di libri a testa, il ricamo, le lunghe nuotate e le dormite in spiaggia, i concerti da camera nel chiostro di San Francesco e le rassegne di cinema estive. La mia idea di riposo e di ricarica per il nuovo anno, insomma.

Però c’è il risveglio al mattino con i cappuccini del papà e la colazione fuori nel microgiardino

cappuccini

colazione

e le passeggiate per Alghero e, se i bimbi dormono contemporaneamente, forse riusciamo a finire di vedere Battlestar Galactica, e il tempo del riposo tornerà tra qualche anno, intanto ci godiamo Leonardo e Manuele, che passano il tempo a lottare come tigrotti,

Lotta greco-romana

si  abbracciano, si buttano uno sull’altro, si rotolano insieme, si accarezzano, e poi ricominciano. Litigano, si cercano, ridono, confabulano in non si sa quale lingua, urlano felici quando finalmente il fratello addormentato si sveglia.

Manuele dice ora anche “Bata!” (basta), “palla” e “ciao”, oltre a “bonde!”, parola onomatopeica per annunciare che si sta per buttare o sta per lanciare qualcosa da qualche parte, più 3 modi diversi di dire No. C’ è il “no” secco, il “noooooo” di quando è scocciato dalla tua interferenza e il “mmmmnnnnoo!” che arriva da lontano e interpreto come rafforzativo. E i versi  degli animali, “Bao”, “Mao” e “Mmmmmmmmm” detti in un tono  cavernoso che se questa è la sua voce bianca avremo un basso-baritono in casa fra qualche anno.

Leonardo invece da bravo piccolo intellettuale passa le vacanze a fare i giochi “unisci i puntini” e a farsi leggere (a saltelli) tutti i miei libri illustrati di quando ero piccola, che la nonna ha conservato in questa casa quando è stata venduta quella della mia infanzia.

E quando si esce ci fa sbellicare dalle risate incitandoci con un “Andiamo, ragazzi!”

Andiamo ragazzi!

Sempre più in alto!

Non esiste vacanza senza che il Papà possa portare con sè la sua dose di giochi e giochini da tavolo da imporre al resto della famiglia e ai suoi (sventurati) ospiti o da provare in solitario (si, anche in solitario: in genere wargames storici).
Anche quest’anno, pur conscio delle enormi difficoltà che si sarebbero frapposte tra me ed il tavolo da gioco (due in particolare, nemmeno troppo enormi: circa 90 cm uno e 70 e spiccioli l’altro), non mi sono fatto mancare l’essenziale scorta di boardgames composta da: 5 wargames (ambientazioni varie: da Agincourt alle Crociate, dal fronte orientale della I guerra mondiale alle battaglie navali di Trafalgar, passando per il Vietnam e lo sbarco in Normandia) e 3 boardgames più semplici da provare con la Mamma e magari la Nonna.
Sin dal primo giorno, tuttavia, è parso evidente che organizzare un qualche “partitone” sarebbe stato più difficile del previsto e quindi ho ripiegato su partite in solitario (attualmente sto guidando una compagnia di fucilieri in un assalto ad alcune postazioni fortificate subito dopo lo sbarco in Normandia).
Ma la speranza, si sa, è l’ultima ad abbandonare un giocatore incallito ed infatti, finalmente, negli ultimi due giorni, siamo riusciti, approfittando di sonnellini abbastanza lunghi dei puponi, ad organizzare ben 3 partite ad un giochino che ho regalato alla Mamma in occasione del nostro 6 anniversario di matrimonio. Quattro, dico quattro, agguerritissime partite all’ultimo cubo di legno, per tentare la scalata di una coloratissima struttura.
Il gioco si chiama Die Aufsteiger (una traduzione veloce potrebbe essere Lo Scalatore), pubblicato da una piccola casa editrice tedesca: allego alcune foto per testimoniare l’epocale avvenimento, non senza l’orgoglio di aver collezionato 3 vittorie su quattro partite.

Architetture Leonardesche

E questo dove lo metto?

Ma certo… i bimbi prima o poi si svegliano, ed allora anche Leonardo ha voluto mettere le mani su quei bei cubettoni… e con che risultati!

Archittetture Leonardesche

Archittetture Leonardesche

Buone vacanze e buon gioco a tutti!

Autore: papà