Pesciolini bevipipí e mangiacacca

Da circa un paio di mesi abbiamo spannolinato Leonardo. Visto che non dava proprio nessun segnale di dire spontaneamente addio al pannolino nel week-end di Pasqua l’abbiamo tolto tutte le volte che stava a  casa e pulito pipí, cacche e mutandine per 3 giorni senza che si manifestasse nessun segnale che il quasi treenne avesse capito nulla di quello che volevamo da lui. Non so dove avevo letto che per un bimbo lasciare andare i propri escrementi equivale a fare un dono, allora, in un momento di atroce creativitá, gli ho raccontato che se faceva la cacca e la pipí nel water, scaricando l’acqua sarebbe andata giú lontano fino al mare, dove c’erano i pesciolini mangiacacca e bevipipí che li aspettavano per nutrirsi. Questa storiella ha colpito la sua fantasia e non se l’è piú scordata, anche se non è che abbia di per sé dato risultati, almeno non immediati. E io, che mi ero fatta problemi persino a parlare di Babbo Natale con la mia fissazione di raccontare sempre la veritá ai miei figli, veritá spiegata e semplificata in modo che la possano capire ma sempre attinente con la realtá, dicevo, io, con queste mie idee, adesso mi sono trovata a dover inventare particolari ittici sulle abitudini dei bevipipí e mangiacacca.

Dopo questa partenza quasi fallimentare, lo spannolinamento è andato in realtá piuttosto bene. Siamo andati pianin pianino: prima il pannolino si toglieva solo a casa, e per la pipí ormai Leo avvisava sempre; per la cacca è stata un po’ piú dura ma è servito molto usare la tappa intermedia del vasino, visto che sembrava che sul riduttore facesse piú fatica, come se non liberarsene immediatamente ma farla “piú vicino” gli facilitasse il compito. Misteri della mente infantile, pare che facciano fatica a separarsene, almeno penso che fosse quello il motivo. Ma poi che tono di soddisfazione si percepiva quando, attivando lo scarico, ripeteva “Ora va dai pesciolini, cosí mangiano!”

A quel punto abbiamo avvertito le dade, che erano a dir la veritá pronte a fare metá del lavoro e si sono stupite di aver giá un bimbo spannolinato: Leonardo infatti era ormai autonomo e gli si poteva togliere il pannolino anche al nido. Nel mio terrore di essere smentita ho telefonato personalmente per raccontare della nuova specie marittima spuntata fuori da questa nuova tappa di crescita e le dade mi hanno assicurato la loro connivenza. Fortunatamente, perché pochi giorni dopo pare che Leonardo abbia reso partecipi anche loro del fatto di aver appena apparecchiato un banchetto per i suoi cari pesciolini nel waterino dell’asilo. È un bimbo molto responsabile, si è capito, il mio Leo, molto sensibile alle esigenze dell’ecosistema.

Adesso il percorso è quasi finito. Teniamo il pannolino per la notte, devo dire che usando i pannolini lavabili ce la possiamo prendere con calma, tanto non ne sprechiamo, ma probabilmente è solo pigrizia visto che c’è stato un solo incidente nell’ultimo mese e mezzo e solo perché non aveva fatto la pipí prima di andare a nanna (niente bevuta serale per i pesciolini, sorry). Direi che appena torneremo a casa nostra (siamo momentaneamente a casa della nonna per dei lavori che stanno facendo nel nostro appartamento) si eliminerá anche quello.

Certo è che con un bimbo piccolo ti passano parecchie fisime. Stamattina, dopo aver fatto la cacca mangiando un pan di stelle (ho provato a toglierglielo ma mi ha guardato con gli occhioni supplici dicendo “Ma io ho fame!”), è sceso tutto contento dal vasino, ha applaudito ed esclamato, guardando l’enorme quantitá di prodotto evacuato “Adesso i pesciolini faranno tanta colazione!!”

Direi che me la sono andata a cercare.

Autrice: Mamma

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La morale

Dopo aver visto i minuti iniziali di “Alla Ricerca di Nemo”:

Leo: “Papà, non si devono toccare le barche che stanno in cielo”

…non fa una piega…

Gourmet

Posted On giugno 17, 2009

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L’esperienza di avere Manuele a pranzo, farebbe felice qualunque nonna.
Ecco ad esempio il pranzo di oggi:

– ciotola (un pelo più piccola di quella che si potrebbe usare per il latte in una prima colazione) di purea di carote: spazzolata via senza il minimo scrupolo
– medesima ciotola (o meglio, altra di uguale dimensione) colma di pasta e fagioli: fagocitata con sorrisoni estasiati
– banana: la frutta ci vuole

Al pranzo degli adulti, seduto di fianco al papà e alla nonna:

– pezzi sparsi di gattò (alla mamma lascio l’onere di spiegare cosa sia) presi dal piatto del papà
– carote all’insalata prese dalla nonna
– pezzi di pane a richiesta
puntava anche:
– la bottiglia di vino bianco del nonno
– la bottiglia di aceto balsamico
-il coperchio dell’insalatiera
:-)

Stavo quasi per offrirgli un digestivo ed un caffè…

[autore: Papà]

Ricette – Brioche rustica

Posted On giugno 16, 2009

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3 uova, 300 gr di farina, 100 gr di buro fuso e freddo, 150 gr tra parmigiano e pecorino grattuggiati, 1 panetto di lievito di birra fresco o un cucchiaio di lievito di birra in polvere sciolto in 1/3 di bicchiere di latte, sale, pepe, farcitura a piacere (prosciutto a dadini, pezzetti di scamorza, olive etc.)
*
Sbattere velocemente le 3 uova in una terrina, aggiungere il burro fuso, il latte con il lievito, la farina poco alla volta. Aggiustare la consistenza con latte tiepido e la farina, l’impasto deve rimanere piuttosto morbido. Incorporare il formaggio grattuggiato. Salare, pepare, aggiungere la farcitura.
Impasto
Impasto

Versare in uno stampo a ciambella (io trovo molto comodi quelli in silicone, così evito di imburrare e infarinare) imburrato e infarinato fino alla cima e lasciar lievitare fino a che l’ impasto non raddoppia di volume.

Dopo la lievitazione
Dopo la lievitazione

Infornare in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti.

Brioche
Brioche

Nouvelle cuisine

Posted On giugno 8, 2009

Filed under citazioni, Leonardo, pappa

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Mamma: “Oggi mangiamo la pasta asciutta, sei contento?”

Leo: “Siiiiiiii!”

Rumore di mascelle che masticano in sottofondo.

Leo: “Mamma, mi piace questa pasta. È proprio strizzata.”