L’affabulatore e il piccolo tragico

Leonardo ormai parla bene, ed è buffissimo sentirlo usare espressioni da adulti e ci costringe a stare attentissimi a quello che diciamo.  Ad esempio quando non riesce a fare una cosa gli scappa “Mannagia!” (con una g sola), e se mi deve incitare a giocare con lui comincia a strascicare “Dai Mamma, daaaaaaaaaaai”. Due giorni fa, svegliandosi, mi ha abbracciato e per la prima volta mi ha detto spontaneamente: “Mamma, io ti voglio bene”, con ovvi effetti di intenerimento eccessivo della sottoscritta. Fortunatamente la sera l’ha detto anche al papá, cosí siamo pari (per farsi perdonare il ritardo ci ha aggiunto anche un altro “bene” rafforzativo alla fine della frase).

A volte mi incanto o mi sbellico dalle risate a sentirlo giocare. Lui gioca giá molto “di ruolo”, con grande soddisfazione dei genitori che vedono un promettente futuro di serate in famiglia a giocare a D&D. Adesso gli hanno regalato l’arca di Noé (ribattezzato Oné, che è piú facile) dei Little People con tutti gli animali, ed è capace di stare ore ad imbastire storie in cui la Sciebra Mamma va dal Lelefante Papá e gli parla e gli racconta cosa ha fatto la mattina e poi gli propone di andare sull’arca con lui, a fare colazione. La sera quando lo addormento chiacchiera finché non è troppo stanco, mi racconta a modo suo le favole (… e poi Pocciccino butta le briciole, e poi c’era il taglialegna e avevano fame, e poi gli uccellini si mangiano tutte le briciole!) o quello che ha fatto all’asilo. Non è certo diventato un mangione, ma è golosissimo, per lui tutti i pasti dovrebbero essere colazione o merenda, per poter mangiare torte, biscotti, yogtt e tcotcolata. E altro passo avanti sul fronte del disegno: dopo tanto osservare e chiedere agli altri di disegnare per lui si è lanciato, fa il sole con i raggi (4!) e i signori, cioé un tondo piú o meno irregolare con due puntini per occhi, due lineette perpendicolari tra di loro a formare naso e bocca e una serie di scarabocchi sotto per fare braccia, gambe e busto. E se proprio non gli viene bene mi guarda e dice convinto “Ho fatto un signore brutto!” Piú lo guardo piú lo vedo ometto, con il suo faccino malizioso e la sua piccola autonomia che acquisisce ogni giorno nel fare le cose. Ma devo ricordarmi che è sempre piccolo e sensibile, come dice lui stesso quando gli dico che è un bimbo grande mentre Manuele è un bimbo piccolo: “No, io sono piccolo, ma sono cresciuto da Lele”. Non sia mai che ci sbagliamo e lo consideriamo adulto troppo presto.

Manuele, il piccolo, appunto, anche lui fa passi da gigante e ci riempie di allegria con le sue trovate. Affascinato da ogni tipo di telefono, se qualcuno gli dice “Pronto! Pronto!”, prende l’oggetto che ha in mano e se lo porta all’orecchio, scatenando naturalmente l’ilaritá generale e sorridendo con aria furbetta per esserci riuscito. Fa no con la testa se non vuole qualcosa che gli proponi, ha cominciato con la pappa quando era sazio, e adesso lo utilizza in modo piú generale. A proposito di cibo, non so proprio quanto riusciró ancora a tenerlo a pappe, è troppo interessato a quello che mangiamo noi. Sembra gradire piú il salato del dolce, rifiuta i biscottini se gli offri un pezzo di pane in alternativa, cerca sempre di afferrare il biberon del fratello, e chiede tutto quello che c’è in tavola. Se non si sta attenti, afferra qualsiasi cosa di commestibile e se lo mette immediatamente in bocca, e sembra riuscire a capire benissimo cosa è cibo e cosa no, perché con altri oggetti non lo fa.

Lo chiamiamo Il piccolo tragico perché quando non riesce ad ottenere qualcosa o è contrariato, senza neanche passare dal “musetto” tipico dei bimbi scoppia in un pianto disperato con tanto di lacrimoni che dura esattamente 18 secondi, al termine dei quali smette improvvisamente e si rivolge verso un nuovo obiettivo da perseguire. Come il fratello, anche lui gattona pochissimo, striscia come un marine sul sentiero di guerra ma soprattutto cammina sostenuto per le manine. Se gli chiedi “Dov’è tuo fratello? Dov’è il papá?” comincia a correre per la casa per portarti dalla persona che hai nominato. La mattina si sveglia presto, e a volte il papá gli dice “Andiamo a svegliare il fratellone?” Lui balza a terra, corre alla camera di Leo (e sua, ma per ora la notte dorme ancora con noi) e comincia a picchiare alla porta. E sembra ieri che era un fagottino minuscolo che ti guardava con occhi seri seri!

Autrice: Mamma

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Tifoserie

Posted On gennaio 13, 2009

Filed under cartoni animati, draghi, Leonardo, televisione

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Ieri sera, Leonardo ha voluto vedere il dvd de “La Bella Addormentata nel Bosco”, uno dei suoi regali di Natale.

Sia io sia la mamma eravamo un po’ preoccupati delle sue reazioni all’apparire della cattivona di turno, che, in questo cartone, è veramente veramente cattiva! Ricordavo la scena in cui Malefica fa il suo ingresso nella sala del trono durante la presentazione della neonata principessa, oppure quella in cui punisce i suoi sgherri per non essere riusciti a trovare la principessa nonostante le estenuanti ricerche, e ancora quella in cui ipnotizza Aurora ormai cresciuta e la porta in cima alla torre dove, infine, la colpirà la maledizione lanciata sedici anni prima. Ma sopratutto ricordavo la trasfromazione di Malefica in drago e proprio quest’ultima scena pensavo avrebbe potuto impressionare Leo.

Ebbene, con questo timore che mi ronzava nella testa, al momento opportuno mi sono piazzato di fianco al piccolo spettatore pronto a fornirgli ogni supporto morale al minimo acceno di “tensione”.

Timore a dir poco infondato!

Leonardo infatti ha affrontato il drago senza fare una piega! Certamente più sereno del principe Filippo con tutte le sue armi incantate.

Ma, e qui per poco non sono caduto dal divano, subito dopo che il nobile principe ha fatto fuori il gigantesco rettile, Leo mi guarda e mi fa: “Papà, il draco era più forte!”

Per il resto della sera abbiamo continuato a scherzare, io e Leo, su come, è vero, il drago era ovviamente più forte del principe, e di come, senza quelle fatine impiccione, di certo l’aristocratico personaggio non avrebbe certamente superato le fiamme del drago.

Insomma, il principe ha barato!
Forza “drachi”!!!

Autore: Papà